Un primato per il cinema irlandese, Circus Fantasticus è una coproduzione irlandese-slovena completamente priva di dialoghi. Ma non fraintendete: il film di Janez Burger non è un ritorno all’era del muto alla maniera di The Artist. È il ritratto di una terra balcanica senza nome devastata dalla guerra, e di una famiglia che vive in una desolata zona rurale dilaniata dal conflitto, la cui madre è stata uccisa – semplice danno collaterale nel caos circostante. Una notte ricevono la visita di un misterioso convoglio: in attesa di nuovi scontri, si ritrovano invece davanti a una compagnia circense itinerante, che monta il proprio accampamento lì accanto. Il circo come metafora dell’assurdità della guerra è un tema più che noto, ma questa surreale avventura – un’ode al potere trascendente dell’intrattenimento – compie l’improbabile, riuscendo a renderlo sorprendentemente nuovo.




